Matona Mia Cara – Di Lasso

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  • Data di Pubblicazione 3 Luglio 2020

Capolavoro di spirito e di caratterizzazione pittoresca, è la composizione «MATONA MIA CARA»,  canzonata villanella “a la tedesca” a quattro voci pubblicata nel 1581. L'autore mette in scena la divertente caricatura di un soldato lanzichenecco ("Lantze bon compagnon") che sta facendo una serenata alla sua bella - "Matona"sta per Madonna - ma che, per farlo, impiega un italiano stentato e buffo, usando le parole più per il loro suono e musicalità che per il significato. Così, ad esempio, il prode innamorato s'immagina di recar in dono all'amata, quale trofeo di caccia, "beccazze grasse come rognon"...! O di volerle bene "come greco e capon"... Il tono è popolare e la serenata del lanzo si fa via via proposta sempre più esplicita e a suo modo sconveniente. A legare e rinforzare il tono leggero e parodistico della composizione contribuisce il ritornello che, facendo il verso allo strimpellare della chitarra, unisce tra loro le cinque stanze del brano.

Matona, mia cara, Mi follere canzon, Cantar sotto finestra, Lantze bon compagnon.
Don don don, diri diri don don don don.

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